Parole dell’Ecclesiaste, figlio di Davide, re di Gerusalemme.
«Vanità delle vanità», dice l’Ecclesiaste, «vanità delle vanità, tutto è vanità».
Che profitto ha l’uomo di tutta la fatica che sostiene sotto il sole?
(Ecclesiaste 1:1-3)
Con questi versetti si apre il libro di Ecclesiaste, uno degli scritti biblici raccolti nell’Antico Testamento, il cui autore è Salomone, un uomo e re, al quale Dio ha dato più saggezza, intelligenza e sapienza fra tutti gli altri sovrani di cui abbiamo nota nella Bibbia. Nonostante siano trascorse migliaia di anni dalla redazione del libro ad oggi, è interessante notare che il cuore dell’uomo non cambia e si pone quelle domande valide tanto allora, quanto oggi: qual è il senso di tutto ciò che avviene nelle giornate che si susseguono ciclicamente e ripetutamente nella vita di ciascuno? Cosa motiva e valorizza ogni sforzo umano? Quale scopo ha l’esistenza stessa?
La Bibbia ci pone di fronte ad una verità oggettiva: per quanto ci possiamo sforzare, in quanto esseri umani non siamo in grado di comprendere tutte le cose che accadono nella nostra vita, intorno a noi e nel mondo.
“…allora ho scrutato tutta l’opera di Dio e ho visto che l’uomo è impotente a spiegare quello che si fa sotto il sole. Egli ha un bell’affaticarsi a cercarne laspiegazione, ma non riesce a trovarla; e anche se il saggio pretende di saperla, non può però trovarla”. (Ecclesiaste 8:17).
Sebbene non possiamo ottenere tutte le risposte alle nostre domande, il libro di Ecclesiaste ci aiuta a riflettere su cosa desideriamo “investire” il tempo e le energie a nostra disposizione e con quali motivazioni: è sufficiente vivere per trovare un buon lavoro, formare una famiglia e lasciare una buona eredità ai nostri figli, oppure c’è qualcosa di ben più profondo? Il fine della nostra vita risiede nelle cose terrene e sfuggenti, oppure nelle cose eterne?
Salomone, ha sperimentato personalmente ogni ambito della vita umana: la ricerca della conoscenza e della saggezza; il poter apprezzare i piaceri terreni, il dedicarsi al lavoro, l’accumulare beni e ricchezze. Eppure, egli definisce tutto ciò un “correre dietro al vento”, espressione che utilizza frequentemente nel suo scritto e che rende visivamente il concetto: affannarsi per raggiungere qualcosa che non si può afferrare concretamente.
Nella società odierna, sono tre le principali categorie che coinvolgono tutti in prima persona: la famiglia, la carriera professionale, il benessere fisico e materiale. Senza ombra di dubbio, sono ambiti importanti, ma, è buono che diventino la nostra ragione
di vita? La considerazione che ne abbiamo è così grande da determinare il valore stesso di ogni nostro giorno e del nostro essere? E’ comune, per esempio, ascoltare affermazioni come: << La mia famiglia è tutto per me >>. Oppure: << Il lavoro è la mia vita>>. O ancora: << L’importante è essere felici e stare bene>>. Nonostante le ottime intenzioni alla base di tali convinzioni, rischiamo di basare il senso della vita su qualcosa di breve, passeggero e che quindi andrà necessariamente incontro ad una fine.
Dal momento che le questioni terrene non sono sufficienti a dare senso e valore alla vita dell’uomo, cosa lo dà?
Salomone fornisce una risposta esaustiva alla nostra domanda e al tempo stesso ci dà indicazioni ben precise su come vivere i giorni a nostra disposizione: “Temi Dio e osserva i Suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l’uomo” (Ecclesiaste 12:15).
Temi Dio. Nel parlato comune il sostantivo “timore” è sinonimo di “paura”. Nella Bibbia, invece, il timore verso Dio indica un profondo senso di rispetto, amore, riconoscenza, devozione, venerazione, adorazione verso Colui che è l’unico vero Signore, Creatore, Salvatore e che desidera avere una relazione personale con ognuno di noi.
E osserva i Suoi comandamenti. La conseguenza del timore verso Dio è l’ubbidienza a Lui. Attraverso la Bibbia, Egli ci fa conoscere la Sua volontà, ciò che è giusto e buono ai Suoi occhi e che dobbiamo mettere in pratica non solo per ubbidienza, ma anche perché ogni insegnamento, ogni comandamento di Dio è volto al nostro bene.
Perché questo è il tutto per l’uomo. Avere una relazione personale con Dio, conoscere la sua volontà attraverso la Bibbia e ubbidirgli è ciò che dà realmente senso alla nostra vita, quella vita che Egli stesso ci ha donato, insieme a tutto ciò che abbiamo e che possiamo apprezzare quotidianamente. Quando attribuiamo a Dio il primato che gli spetta, siamo in grado di vivere tutte le altre cose con Cristo e per Cristo. Ogni contesto diventa un’opportunità per servire Dio e così facendo tutte quelle cose che svolgiamo quotidianamente acquisiscono valore. E tu? Desideri vivere per Cristo, o preferisci correre dietro al vento?