Quando pensiamo al “dimenticare” ci viene subito in mente qualcosa di molto umano, un atto di disattenzione che mai assoceremmo a Dio. Noi dimentichiamo continuamente, scordiamo cose più o meno importanti e siamo distratti. Pensiamo che Dio non possa dimenticare perché è onnisciente e conosce tutto. Eppure, nella Bibbia viene descritto qualcosa che Dio sceglie di dimenticare per sempre: il peccato del popolo d’Israele.
Abbiamo almeno tre versetti chiari che lo esprimono:
Isaia 43:25 — “Io, io sono colui che per amor di me cancello le tue trasgressioni e non mi ricorderò più dei tuoi peccati.”
Geremia 31:34 — “Perché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato.”
Michea 7:19 — “Egli avrà ancora compassione di noi… getterà tutti i loro peccati in fondo al mare.”
Israele commise vari peccati durante la sua storia, dimenticò Dio, commise idolatria, non ascoltò le indicazioni del Signore e disobbedì spesso. Ma Dio fu buono nel riuscire a dimenticare anche i peccati più infidi del popolo non appena loro tornavano sinceramente a Lui. È incredibile come un Dio che ha il potere di ricordare ogni cosa decida volontariamente di non ricordare e di dimenticare per sempre il peccato dell’uomo, così da poter tornare a vederlo puro. Il paradosso è che questo è proprio uno di quei casi in cui noi uomini non siamo bravi a dimenticare. Possiamo scordarci molte cose, ma i torti altrui li ricordiamo tutti, anche quando perdoniamo, ci tornano facilmente alla mente. Per questo la capacità di dimenticare per sempre il peccato è qualcosa di profondamente divino e poco umano: solo Dio è in grado di essere Colui che dimentica davvero.
Le implicazioni di questo modo di agire di Dio diventano per noi un grande beneficio. Se Dio ricordasse i nostri peccati, il nostro senso di colpa verso di Lui durerebbe all’infinito. Se ogni tanto Egli riportasse alla mente i nostri errori e ce li ricordasse, come spesso facciamo noi con gli altri, vivremmo continuamente nell’ansia, temendo che i nostri peccati siano conservati in una sorta di contenitore che Dio non abbandona mai.
Invece no! Nel Salmo 103 veniamo a conoscenza di una verità meravigliosa:
v.12 — “Com’è lontano l’oriente dall’occidente, così egli ha allontanato da noi le nostre colpe.”
In altre parole, Dio ha posto i nostri peccati nel punto più lontano possibile. Si tratta di un’iperbole che spiega come le nostre colpe non potranno più essere ripescate né ricordate. Che grande amore ha Dio verso l’uomo! Lui, che potrebbe ricordare ogni minima cosa, decide di dimenticare e di cancellare ciò che ci rende impuri davanti a Lui.
Per questo il salmista, sempre nel Salmo 103, si impegna al contrario a fare la cosa inversa: a non dimenticare.
v.2 — “Benedici, anima mia, l’Eterno, e non dimenticare nessuno dei suoi benefici.”
Poiché Dio ci mostra il suo amore non trattandoci secondo i nostri peccati, ma anzi dimenticandoli, se crediamo in Lui e nella sua grazia, la nostra risposta non può che essere quella di non dimenticare i benefici che ci ha fatto. Siamo chiamati a ricordarli uno per uno, a riportarli alla memoria. Questo è un cuore veramente grato a Dio: un animo che non dimentica, ma anzi sa elencare tutto ciò che Dio ha compiuto per lui, dimenticando il suo peccato.
Insomma, ricordando il Dio che dimentica, siamo invitati invece a non dimenticare nessuno dei suoi benefici verso di noi!